domenica 27 gennaio 2008

planning


Martedì 30 Dicembre, ore 21:00
Cena con Dario


Arrivo all'appuntamento con qualche minuto di ritardo.
Il minimo indispensabile per fargli venire il dubbio che potessi dargli buca.
Lo vedo da lontano, controlla l'orologio e si chiude bene la giacca.
Un bel fico, indubbiamente. Ed è la mia preda, stasera.

Mi avvicino ostentando indifferenza, fingo di non averlo visto, ed è un attimo: viene verso di me e mi chiama per nome.
Laura.
Calda, la sua voce. Suadente. Ho già i brividi lungo la schiena.
È così preoccupato di piacermi che non si rende conto di quanto la sua attenzione mi sia indispensabile.
Mi posa una mano sulla schiena e mi accompagna all'interno del locale.
Beviamo, ridiamo, mangiamo qualcosa. Ma da come lo guardo deve aver capito che vorrei esserci io nel suo menù, stasera.
La cena, come era prevedibile, dura poco, e ci ritroviamo a casa sua, i vestiti strappati di dosso e sparsi ovunque per la stanza, i nostri corpi aggrovigliati e sudati che si mangiano l'uno con l'altro, si uniscono, si guardano, si fondono di nuovo.
Dopo un'ora buona mi allontano un po', e glielo dico.
È il momento più delicato, devo scegliere le parole con cautela.
Dario.
Lo guardo.
Dario, ascoltami. È importante.
Lui mi guarda, sorride, fa per baciarmi.
Dario, io sto per morire. Morirò domani e... no, ti prego, lasciami finire.
Non voglio parlarne più di quanto sia necessario, ma è giusto che tu lo sappia. Ho voluto vederti stasera perché ho bisogno di dirti che ti amo, mentre ti guardo negli occhi.
Per me è la cosa più importante. TU sei la cosa più importante.

Non parla.
Improvvisamente ha le lacrime agli occhi, ma non dice una parola.
Mi regala una notte di dolcezza infinita, mi ama come nessun uomo consapevole di avere davanti un futuro amerebbe mai una donna.
Ho la sua attenzione solo per me, posso chiedere quello che voglio, è il mio schiavo. Perché da domani io non ci sarò più.
Ora per lui sono la donna che non potrà mai avere, e di cui conserverà per sempre un ricordo meraviglioso.

E quel che è meglio, non mi cercherà mai più.

Me ne vado all'alba, mentre lui dorme.
A casa la mia agenda aspetta aperta sul tavolo: mi restano ancora 5 anni, 3 mesi e 6 giorni.
Ci sarà da divertirsi.

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