Quanto sarebbe diversa la nostra vita se ognuno di noi avesse, fin dalla nascita, la perfetta coscienza del giorno, l'ora e la modalità della propria morte?
lunedì 24 dicembre 2007
la notte di natale
Sapevo che sarei morto la notte di Natale.
Sapevo anche che sarebbe successo per una fuga di gas.
Quello che non sapevo è che l'ansia di questa consapevolezza mi avrebbe portato ad aprire io stesso il gas, per non dover attendere la morte. Per non dover lasciare qualcun altro - un vicino sbadato, ad esempio - con questo senso di colpa.
Sento il lento sibilo dei fornelli.
Ho spento le candele, ho mandato il cane in giardino.
Ho fatto in modo di essere solo, stasera.
La mia ragazza sa che sono a casa con la febbre, e i miei parenti stanno festeggiando.
È giusto così.
Era scritto, che doveva essere così.
Lascio questo mio ultimo messaggio mentre gli occhi mi si chiudono... sono stordito.
Fumo l'ultima sigaretta, mi sdraio.
Sarà dolce, sarà lieve.
Era scritto.
Vorrei aver vissuto in un mondo in cui l'umanità non deve convivere con questa terribile consapevolezza. E forse, chissà, domani mi sveglierò in un universo parallelo, in cui ognuno è autore del proprio destino.
Giorgia, ti ho amata con tutto il cuore.
F.
mercoledì 12 dicembre 2007
lunedì 10 dicembre 2007
input 10122007 (zuan)
Se sapessi di morire fra 5 anni non acquisterei alcuna merce che si vanterebbe di durare oltre quella data... non avrebbe senso per me, io non ci sarò più.
Anche il valore che noi attribuiamo agli oggetti assumerebbe un significato più reale e pratico: le nostre cantine si svuoterebbero di tutto ciò che non ha un utilizzo immediato, il superfluo verrebbe donato al prossimo.
Valori spirituali:
la musica, la pittura e l'arte in genere, verrebbero richieste come mai prima: ho poco tempo, voglio procurarmi ciò che è bello per le mie orecchie e per i miei occhi... tutto ciò che mi genera emozioni.
Quelli umani (i più stravolgenti):
innanzi tutto sparirebbero dall'uso comune tutti quei vocaboli che ci rimandano ad un tempo futuro indefinito come "ci vediamo"..."ti farò sapere"... tutto quel mondo di circostanze (e falsità) che si nasconde dietro il detto e non detto verrebbe spazzato via da un cinismo ed un realismo purificatore. Il Si sarà finalmente un vero Si ed il No un vero No. Nessuno vorrà più nascondere un pianto od un sorriso agli altri.
Poi sparirebbero gli indecisi, le parole forse e può darsi resteranno un ricordo. Cazzo non ho tempo per essere indeciso, se sbaglio non importa, riprendo da lì e vado avanti.
I timidi verranno sostituiti dagli audaci, da coloro che chiederanno una spiegazione per tutto.
I sentimenti verranno manifestati senza giri di parole ed ogniuno potrà cercarsi i veri amici che saranno poi i compagni di viaggio fino alla fine.
Fine dei weekend pallosi ! (eheheheheh).
Non sono sicuro che l'umanità ne riceverebbe un danno, penso che diventando consapevoli della nostra "temporaneità" saremmo maledettamente migliori di come siamo ora.
NON HO TEMPO,
IL MIO TEMPO È GIÀ DETERMINATO, QUINDI FUORI DALLE PALLE A CHI NON È SUL MIO GIRO DI VALZER.
La musica di Durrell Micheloff
Ai nostri microfoni e registratori abbiamo Durrell Micheloff, il frontman e leader dei Crimson, la band rock più conosciuta dai tempi in cui Mick Jagger ancora non era un androide. La sua band ha scalato le classifiche da dieci anni a questa parte con ogni singolo e album che abbia prodotto.
Eppure dall'inizio della loro carriera questa è la prima incredibile intervista che ha accettato di farsi fare. Un tipo molto schivo e già appena arrivo si distingue per il suo comportamento anticonformista e ribelle.
Il loro successo sarà stato determinato dalla musica, così ritmata e vibrante da far risuonare le corde dell’anima, o dalle parole mistiche e oscure, che potrebbero incuriosire anche il più scettico degli antispiritualisti, o ancora dall'alone di mistero che circonda il loro leader?
Continuate a leggere per avere la risposta a questa domanda.
D: No, Micheal, grazie, buongiorno anche a te. Io viaggio con l’aerotram privato dei Crimson. Amichevolmente lo chiamiamo il CrimTram. Comunque non ho avuto problemi, è stato un viaggio piuttosto veloce. Ho giusto avuto il tempo di farmi la hostess in bagno. (ride)
I: Beh, con il successo che riscuote continuamente la vostra band non penso avrai problemi a farti ragazze, Durrell.
D. Puoi chiamarmi Dudd, amico.
Posso dire che il successo non mi ha portato più ragazze di quante già non ne avessi. Il fatto è che ci siamo fatti conoscere prima a livello nazionale e poi attraverso Extranet, siamo diventati popolari in tutto il mondo. Sicuramente il fatto che io sono un bel tipo ha aiutato, non so se mi spiego.
I: Certo, dudd. Ora veniamo al sodo. Ho letto molti dei testi dei Crimson. Devo ammettere, che, anche se sono anni che intervisto personaggi del mondo della musica, è la prima volta che mi trovo faccia a faccia con qualcuno con la tua stoffa. Quando sei sul palco, beh… lasci di stucco chiunque. E nell’ultimo concerto, sei stato fenomenale. La scenografia ha aiutato molto senza dubbio. Chi l’ha pensata?
I. (stupito) Tu? Beh. Mi lasci ancora senza parole. Chi avrebbe potuto pensare di fare un concerto in volo? Ma come ci siete riusciti?
D. Beh, nn è stato facile. Abbiamo dovuto noleggiare un intelligenza artificiale militare per creare quella struttura e lasciamelo dire, non è stato per niente facile. Anche a me sfugge il come, campi magnetici probabilmente. Fatto stà che volavamo.
I. E se posso chiedertelo, come ti è venuta questa idea?
D. Mike, sei sicuro di volerlo sapere? Ci addentriamo nel metafisico qui.
I. Certo. Sono qui per questo. Magari dillo in un modo che tutti i lettori possano capirlo e ci faresti un enorme piacere.
D. Allora. (prende un lungo momento di pausa probabilmente per organizzare il discorso) Certe volte mi sento come appeso. Ognuno di noi conosce l’esatto momento in cui morirà, e tutti quanti si preoccupano di quel momento. Sarà come me lo immagino? Come posso sfruttare al meglio il tempo che mi rimane? E soprattutto… c’è un modo per evitarlo? Domande senza risposta, almeno per ora. E penso che il simbolismo giusto per rappresentare una situazione di questo tipo sia quello di un impiccato. Sai già che morirai, sei appeso in attesa di morire, ci sono molte cose che ti passano per la testa. Compresa la questione del come posso evitarlo.
Questi pensieri mi seguivano e mi ossessionavano già da un po’, tre su undici canzoni nel nostro ultimo album “Three feet from the ground”, parlano di questo. E volevo qualcosa che potesse rispecchiare questo tipo di pensieri. In ogni momento in cui mi trovavo in volo su quel palco aereo, mi stavo chiedendo “cadrò?”.
I. Davvero incredibile, Dudd.D. La cosa che lascia perplessi è che pur sapendo tutti quanti il momento esatto della nostra morte, nn sappiamo come ci comporteremo o come dovremmo comportarci davanti a essa. Io penso che la accetterò. E’ stata una scelta dolorosa, ma anche piacevole. E pensando in questi termini, ho smesso di considerare lo spazio che mi separava dal terreno e ho deciso di dare il meglio di me, in quella situazione tra la vita e la morte.
I. Adesso capisco tutto. Non avevo mai visto quel tipo di scintilla negli occhi di un’artista su un palco. Tu sei stato, per la durata di quel concerto, l’Artista sul Palco.
D. Ti ringrazio, Mike.
I. Ma cambiando discorso, ultimamente si è sentito molto parlare, sui giornali, Extranet, e nell’olopubblicità, del test ideato dalla Brahman, che, come probabilmente molti lettori già sanno, consente di indovinare con relativa precisione la data di decesso di ognuno di noi.
Che cosa ne pensi? Pensi che porterà la società di oggi verso uno stato migliore oppure no?
D. Davvero difficile dirlo Mike. Una cosa sicura è che le persone andrebbero tutelate. Non dovrebbe essere possibile effettuare il test su un essere umano se non dà l’autorizzazione. Non so se questo sia possibile, o se gli avvocati di oggi hanno già preso il pieno potere. Fatto stà che se il governo dà l’autorizzazione a usarlo indiscriminatamente, secondo me saranno guai.
I. Perché dici guai? Tutti conosciamo le conseguenze, nel rendere nota la nostra data di decesso. I miei genitori una volta mi punirono molto duramente per aver detto pubblicamente la mia data di morte durante un compito in classe alle medie. Le aziende non assumerebbero una persona che sta per morire. E insieme a questa, chi lo dice pubblicamente, non può aspettarsi granchè dalla vita.
D. Beh ma non consideri il fatto che “estorcendo” la data di decesso a qualunque persona liberamente, il governo avrebbe un potere più grande di ognuno di noi, non credi? Potrebbe virtualmente sapere la data di morte di ognuno di noi, conservarla in archivi, basare le sue statistiche e decisioni su questi archivi. Secondo me sarebbe una cosa antiumana.
I. Beh forse hai ragione. Speriamo che non ci riescano allora.
D. Spero proprio di no, mike.
D. Grazie di tutto mike.
D. Ma certo! Forse è il caso che corriate a comprare immediatamente “Three feet from the ground” prima che la vostra corda ceda. E’ un album che vi farà capire molte cose su voi stessi.
NDA.
Due giorni dopo l’intervista, il leader dei Crimson è stato trovato morto nella sua camera d’albergo a New Brooklyn. Un overdose di Ambrosia l’ha spento all’età di 28 anni.
Anche se, ognuno di noi, conosce l’esatto momento della sua morte, e questo può farci pensare che, in un modo o nell’altro, la morte ci sia divenuta amica, non ci evita lo stesso una fitta al cuore, quando la morte ci è passata così vicina e non ce ne siamo accorti dal silenzio del rumore.
domenica 9 dicembre 2007
input 09122007 (zuan)
CREEDO (pron. Criido) nel 2078 lavorava al Silos 14 dove, da semplici esami di laboratorio genetico, veniva sintetizzato e codificato il gene HUMAX-210; era questo il protocollo per estrarre la data di decesso di ogni terrestre. All'epoca la popolazione del globo era balzata a 17 miliardi e nuove speci animali, evoluzioni incontrollate cresciute in un pianeta senza margini di salvezza, si affacciavano minacciose su molti territori.
Dalla strada, appoggiata al muro ed ormai senza risposte, poteva vedere che il suo ufficio era rimasto l'unico ancora acceso. Pioveva.
Lei lavorava da quasi due anni in una grossa impresa di pulizie e venne a sapere proprio da Creedo, una sera di agosto, che le restavano altri cinque prima di lasciare questo mondo.
Non voleva ma lo convinse a fermarsi, almeno per una birra. Diventarono amici.
La vita di quel ragazzo, adesso, era tutta li, in quel pezzo di carta che teneva piegato nella sua tasca sinistra.
Vi passò sopra le dita, un'ultima volta, e rilesse a memoria ciò che egli aveva scritto.
"Mi chiamo Creedo, ho 26 anni e lavoro alla DIEGENIX da sempre. La mia data termine avverrà nell'anno 2158, maggio è il mese e il giorno sei, a mezzogiorno esatto, avrò un collassamento delle cellule primarie;
Il cuore si fermerà nei tre minuti sucessivi, la mia anima si espanderà, per poi svanire, nell'attimo stesso.
Per me non c'è motivo di attendere quel giorno e di vivere quanto è già scritto.
Da tempo non riesco più a dormire ne a capire; la certezza della morte mi ha dato l'incertezza nella vita, non provo nulla per alcuno, nemmeno il dolore per me stesso, per quel che sono diventato.
Ci lavoravo da molto tempo e solo ora sono finalmente riuscito a scomporre biologicamente la catena genetica che teneva bloccata la data del mio decesso;
sono entrato nel cuore del sistema e mi sono calato nei suoi segreti, varcando, senza emozioni, ogni soglia etica e morale.
Ma ora che detengo il potere di decidere il mio futuro non riesco a varcare la soglia. Sono immobilizzato dal dubbio.
Ho trovato il mio pass per la felicità, pensavo...quanto è durato l'oblio?
Girato il volto già si affacciava dentro di me la risposta su quello che dovevo fare.
Non provo ormai nulla, nemmeno per il mio fedele cane, nulla per le mie piantine sul davanzale.
Lascio su questi fogli il mio testamento e la possibilità di consegnare a qualcun'altro, attraverso questa fiala, la sintesi chimica che permetterà di liberare a chiunque la propria data di cessazione genetica, lasciandolo libero nel proprio futuro.
Per sempre."
Creedo
Finale:
Ora lei era scivolata lungo il muro bagnato, a toccar terra.
La pioggia si fece di colpo battente e nella notte le luci e gli odori si stemperarono in un unico disegno.
Cercò di sorridere al pensiero che lo aveva amato sin dall'inizio, ma il freddo le aveva congelato sul volto una smofia sofferente.
Fu un lampo, decise di seguirlo e rompendo il flacone che teneva nella tasca opposta al biglietto chiuse gli occhi e raggiunse Creedo.
Il garzone che consegnava i giornali alle prime luce dell'alba fu il primo a trovarla,
le mani affondate nelle tasche e un sorriso finalmente libero.
C'E UNA MORALE?
Penso che se sapessimo la data della nostra "partenza" vivremmo più intensamente ogni giorno che ci è stato assegnato...
Si pensa sempre a questo quando perdi una persona a te vicina (successo di recente) e che ci lascia senza preavviso.
Restiamo sgomenti per un momento e poi riprendiamo la nostra vita da immortali. E sbagliamo alla grande cazzo!
input 08122007 (J. L. Seagull)
Diario. Entry: 189876953
Giorni al 21 maggio 20XX: X
Oggi ho parlato per la 3467° volta con la sconosiuta dell'ascensore.
Sono 3 settimane e 4 giorni che ci incrociamo ma ancora non sò il suo nome.
Non so per quanto riuscirò ad evitare di conoscerlo.
Ho aggiornato il contatore di ripetizioni biologiche; non credevo si potesse sbattere le palpebre, fare un passo, pipì ecc. così tante volte in una vita. Ora sto cercando connessione con gli altri numeri, i contatori delle altre azioni.
Queasta notte ho sognato quando mi comunicarono LA data... non capivo, non sapevo come avrei dovuto reagire.
Fino ad allora avevo sempre vissuto come veniva, di pancia, ed era sempre andata bene.
Ora è come se ogni cosa me la aspettassi, come se LA data avesse scaturito un grappolo di altre date che mi preparano ad essa. In peggio intendo.
Vivo sempre cercando di immaginare cos'altro mi potrebbe succedere domani. Non vivo, aspetto.
E man mano che aspetto domani riserve sempre più spesso qualche pessima sorpresa.
Diario. Entry: 189876954
Giorni al 21 maggio 20XX: X
I conti non tornano... ho perso il conto... non è possibile.
L'ho incontrata.. anzi, si è scontrata contro me, stava correndo per andare non so dove.. non l'ho nemmeno ascoltata mentre me lo spiegava.
Ero troppo preso ad osservare come sbatte le palpebre in modo dolce ma deciso, non ho nemmeno cercato di contare.
Ho smesso per un momento di contare persino i mei battiti... non è possibile.
Quando ho alzato lo sguardo mi stava fissando, come se avesse urtato una statua e stesse cercando di capire se stava per cadere o no.
Poi ha sorriso ed è scomparso tutto, contemporaneamente è comparso tutto.
Tutto quello che ignoravo, che non coglievo, tutti gli sguardi,i sorrisi, i comportamenti, i gesti, le espressioni, i suoni, i colori... ho perso il conto.
Per un'attimo ho scordato LA data. Ero in un giorno qualsiasi, ed era un giorno bellissimo, perche ne percepivo ore, minuti, secondi addirittura.
Ho perso il conto.
Diario. Entry: ERR!
Giorni 1 di 0.
Chissà che succederà oggi? Ve lo racconterò domani. Forse.
venerdì 7 dicembre 2007
intro.
Quanto sarebbe diversa la nostra vita se ognuno di noi avesse, fin dalla nascita, la perfetta coscienza del giorno, l'ora e la modalità della propria morte?
Un'informazione il più nel nostro codice genetico, da sempre.
Cosa cambierebbe?
Quali eventi del passato troverebbero una spiegazione alla luce di questo dato?
Quali fatti collaterali verrebbero scatenati?
Come ne sarebbero condizionate le storie dei singoli individui?
Quali conseguenze psicologiche potrebbe creare questo fardello di conoscenza?
Immaginiamo storie, situazioni, implicazioni.
Buttiamo giù idee, e mettiamole insieme.
Un progettino mi sta già frullando in mente.
Questo blog nasce come esperimento collettivo.
Ben venga il cazzeggio, se costruttivo.
Tutti i commenti inutilmente idioti verranno eliminati.
Come nella migliore tradizione degli annunci economici:
no perditempo.
/ali




