lunedì 24 dicembre 2007

la notte di natale


Sapevo che sarei morto la notte di Natale.
Sapevo anche che sarebbe successo per una fuga di gas.
Quello che non sapevo è che l'ansia di questa consapevolezza mi avrebbe portato ad aprire io stesso il gas, per non dover attendere la morte. Per non dover lasciare qualcun altro - un vicino sbadato, ad esempio - con questo senso di colpa.

Sento il lento sibilo dei fornelli.
Ho spento le candele, ho mandato il cane in giardino.
Ho fatto in modo di essere solo, stasera.
La mia ragazza sa che sono a casa con la febbre, e i miei parenti stanno festeggiando.
È giusto così.
Era scritto, che doveva essere così.

Lascio questo mio ultimo messaggio mentre gli occhi mi si chiudono... sono stordito.
Fumo l'ultima sigaretta, mi sdraio.
Sarà dolce, sarà lieve.
Era scritto.

Vorrei aver vissuto in un mondo in cui l'umanità non deve convivere con questa terribile consapevolezza. E forse, chissà, domani mi sveglierò in un universo parallelo, in cui ognuno è autore del proprio destino.

Giorgia, ti ho amata con tutto il cuore.

F.

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